Il 23 settembre 2026 Malte Landwehr, co-fondatore della piattaforma di monitoraggio Peec AI, ha pubblicato su X un dato interessante. Barry Schwartz lo ha ripreso lo stesso giorno su Search Engine Roundtable. Le AI Overview di Google — i riquadri di risposta generati dall’intelligenza artificiale sopra i risultati di ricerca tradizionali — fino a poco tempo fa mostravano un link esterno in quasi nessun caso. Oggi lo mostrano in oltre il 25% dei casi. Non è un aggiustamento marginale: è un salto di decine di punti percentuali su una metrica che, fino a poche settimane fa, si muoveva nella direzione opposta.
Per tutto il 2025 e la prima metà del 2026, il settore SEO ha parlato soprattutto di “zero-click search”. Google riduceva progressivamente i link in uscita dalle proprie risposte AI. Tratteneva l’utente dentro le proprie pagine, invece di indirizzarlo verso i siti dei publisher. Ora lo stesso Schwartz definisce controintuitivo il nuovo dato: “non mi convince del tutto, ma è un dato che vale la pena condividere, perché va contro tutto quello che scrivo da mesi sulla tendenza di Google a linkare sempre meno”.
Il meccanismo: cosa significa davvero “più link”
Per un sito web, un link esterno dentro un’AI Overview è l’unica vera occasione di ricevere traffico da quella ricerca. Se il riquadro AI risponde già alla domanda, senza rimandare altrove, l’utente spesso non scorre più in basso verso i risultati organici classici. Più link esterni nelle AI Overview dovrebbero quindi tradursi, in teoria, in più occasioni di click verso i siti citati.
La complicazione: alcuni link restano dentro Google
Il quadro, però, è meno lineare. Il giorno prima, il 22 settembre 2026, Gagan Ghotra ha segnalato una complicazione, sempre ripresa da Search Engine Roundtable. Google starebbe testando, dentro alcune AI Overview, link che hanno l’aspetto di normali collegamenti verso siti esterni. In realtà portano dentro AI Mode, la modalità di ricerca conversazionale di Google, con domande di approfondimento suggerite: non verso una pagina web di terzi. Ghotra la descrive come “un’altra tattica di Google per spingere gli utenti dai risultati di ricerca normali verso AI Mode”. Se una parte del salto segnalato da Peec AI includesse anche questo tipo di link, il numero grezzo di “link mostrati” salirebbe. Il traffico verso i siti esterni, però, non crescerebbe allo stesso modo: il click resterebbe comunque dentro l’ecosistema di Google.
Cosa non è confermato
Ecco cosa non è confermato, ad oggi (24 settembre 2026). Il dato di Peec AI è una misurazione aggregata di una piattaforma terza, non una dichiarazione ufficiale di Google. Il campione esatto di query e paesi non è pubblico: probabilmente riguarda in larga parte gli Stati Uniti, come per la maggior parte degli strumenti di tracciamento AI oggi sul mercato. Lo stesso Schwartz dichiara un piccolo investimento personale in Peec AI. Ha comunicato all’azienda che per questo motivo ridurrà la copertura dei suoi contenuti: un elemento di trasparenza che vale la pena riportare, non un motivo per scartare il dato.
Non è inoltre chiaro se si tratti di una modifica stabile di policy o di un test temporaneo, magari solo regionale. Non sappiamo neppure se e quanto il fenomeno segnalato da Ghotra sui link verso AI Mode si sovrapponga a quello dei link esterni misurato da Peec AI. Infine, nella ricerca condotta per questo articolo non abbiamo trovato nessuna fonte che confermi o escluda lo stesso andamento sulle AI Overview in lingua italiana.
Il problema, per chi aspetta traffico dalla ricerca
Molte aziende, negli ultimi 12-18 mesi, hanno visto scendere le visite organiche al proprio sito. Hanno sentito ripetere ovunque la stessa idea: scrivere per farsi citare dall’AI conta ormai più che scrivere per farsi cliccare. Oggi si trovano davanti a un segnale che va nella direzione opposta. La domanda pratica non è se questo singolo dato sia clamoroso. È se conviene ripensare subito la strategia di contenuti, puntando di nuovo sul link e sul click, oppure se è ancora troppo presto. Il rischio, in quel caso, è correre dietro a un segnale che si spegne in poche settimane — o che, a conti fatti, porta l’utente dentro AI Mode e non sul sito.
C’è poi un problema più sottile. Anche ammettendo che il numero di link cresca davvero e stabilmente, non tutte le aziende ne beneficerebbero. Chi negli ultimi mesi ha smesso di comparire come fonte citata nelle risposte AI resterebbe escluso. Magari perché il sito non era pensato per un sistema di intelligenza artificiale, o perché semplicemente non se n’è mai occupato. Il link in più va a chi l’AI cita, non a chi semplicemente esiste senza diventare fonte.
L’evidenza: cosa abbiamo verificato davvero, buchi compresi
Prima di scrivere che “conviene tornare a puntare sul link”, abbiamo provato a verificare la situazione. Abbiamo controllato le query rilevanti per i settori dei clienti Kroma — turismo, ristorazione, retail liguri — con gli strumenti di ricerca a disposizione in questa sessione. Il risultato, onestamente: questi strumenti non mostrano un’AI Overview come la vede un utente che digita “ristorante a Genova recensioni” da un browser italiano, con account e IP italiani. Guardano soprattutto al mercato statunitense. È probabilmente sullo stesso mercato che Peec AI ha misurato in larga parte anche il dato citato in questo articolo. Nella ricerca condotta per questa rassegna non abbiamo trovato nessuna fonte, italiana o internazionale, che confermi lo stesso salto sulle AI Overview in lingua italiana.
La soluzione: cosa serve, prima di rincorrere un singolo dato
- Non riscrivere subito la strategia di contenuti sulla base di un solo dato aggregato di terzi, per quanto interessante. Serve prima una verifica sul proprio mercato e sulle proprie query, non sulla media — probabilmente USA — di uno strumento di tracciamento.
- Misurare la propria “citabilità” nelle risposte AI in modo continuativo, non con un controllo spot. Solo con una fotografia di partenza si può dire con certezza se, nel proprio settore e nella propria zona, il fenomeno segnalato da Peec AI si vede davvero.
- Lavorare comunque sui contenuti perché un sistema AI li legga facilmente, indipendentemente da quanti link arriveranno. Anche quando il link porta dentro AI Mode e non sul sito, diventare la fonte citata resta un segnale di autorità e un’occasione di visibilità che chi non compare non ha.
- Non abbandonare le fonti di traffico che già funzionano — recensioni, directory, PR, ricerca organica classica — nella speranza che “i link torneranno”. Nessuna fonte consultata garantisce che il fenomeno sia stabile.
Cosa facciamo, in concreto
È esattamente il lavoro che in Kroma Studio facciamo dentro l’Analisi del posizionamento su ChatGPT e AI. Prima di rincorrere un trend che cambia settimana per settimana, verifichiamo dove si trova oggi il cliente. Guardiamo se e come ChatGPT, Gemini e le AI Overview di Google citano il suo marchio, con quali fonti e con quali margini di miglioramento reali. Da qui, quando serve, si passa a un sito web leggibile dall’AI. Se e quando i link torneranno davvero a contare, infatti, il sito deve già essere pronto per diventare una delle fonti scelte, senza scoprirlo troppo tardi. Anche questo articolo, che intercetta un dato ancora nella sua finestra di crescita e lo mette alla prova prima di darlo per buono, è un esempio diretto del metodo di newsjacking che offriamo come servizio.
Domande frequenti
Cosa sono le AI Overview di Google?
I riquadri di risposta generati dall’intelligenza artificiale che Google mostra sopra i risultati di ricerca tradizionali, per molte query: riassumono informazioni prese anche da siti web esterni.
Cosa è cambiato esattamente il 23 settembre 2026?
Un dato della piattaforma di tracciamento Peec AI, ripreso da Search Engine Roundtable, mostra che le AI Overview con almeno un link esterno salgono da un quasi 0% a oltre il 25%. È un’inversione rispetto alla tendenza a linkare sempre meno, osservata nell’ultimo anno e mezzo.
Significa che tornerà più traffico dalla ricerca?
Non è garantito. Un report del giorno precedente (22 settembre 2026) segnala che Google sta testando, in alcune AI Overview, link che sembrano portare a siti esterni ma che in realtà indirizzano dentro AI Mode. Più link mostrati, quindi, non equivale automaticamente a più click verso siti esterni.
Altre domande
Il fenomeno si vede anche in Italia?
Non è confermato. Il dato citato riguarda probabilmente soprattutto query statunitensi. Nella ricerca condotta per questo articolo non abbiamo trovato nessuna fonte che confermi lo stesso andamento sulle AI Overview in lingua italiana: va verificato con un test reale da un browser italiano.
Conviene già cambiare la strategia di contenuti sulla base di questo dato?
No, non sulla base di un solo dato aggregato di terzi. Ha più senso iniziare a misurare la propria citabilità nelle risposte AI in modo continuativo, per avere un punto di partenza reale sul proprio settore e sulla propria zona, prima di decidere se e cosa cambiare.
Cosa può fare un’azienda che non sa se l’AI la cita?
Può partire da una verifica del proprio posizionamento attuale su ChatGPT, Gemini e AI Overview. Serve a capire se e con quali fonti l’AI cita già il proprio marchio, prima di investire tempo o budget su qualcosa che magari non è il problema reale.
Fonti
- Search Engine Roundtable — “Google AI Overviews Showing More External Links” (23/9/2026)
- Search Engine Roundtable — “Google AI Overview Links Pushing You To AI Mode Over Web Pages” (22/9/2026)
- AdvisioTech — “Google AI Overviews Just Changed Again, More External Links Could Change How SEO Works” (23/9/2026)


